Globalizzazione

Visto da alcuni come un motore di auspicabile e irreversibile prosperità e progresso, la globalizzazione è avversata da altri come il ventre molle di un imperialismo aziendale che saccheggia e approfitta del mercato globale. In molti paesi, la globalizzazione ha portato molti vantaggi, tra cui la riduzione della povertà. Ma ha mostrato anche numerosi inconvenienti, tra cui lo scatenarsi di forze negative a causa della compressione del tempo e dello spazio resa possibile dalla tecnologia. Gli esempi includono i flussi transnazionali di terrorismo, droga e tratta di esseri umani, criminalità organizzata, riciclaggio di denaro sporco, pandemie mondiali.

La globalizzazione economica ha portato alla crescente interdipendenza tra le economie dei vari paesi, come risultato delle dimensioni crescenti del commercio transfrontaliero di beni e servizi, del flusso internazionale di capitali e della diffusione ampia e rapida delle tecnologie. Essa riflette la continua espansione e l’integrazione reciproca delle frontiere dei vari mercati, ed è ormai una acceleratore irreversibile di sviluppo economico.

Il modello attuale di globalizzazione economica salì alla ribalta nei primi anni Ottanta, scatenato in parte dall’inizio della crisi del debito del Terzo Mondo e dalle amministrazioni del primo ministro britannico Margaret Thatcher e del presidente americano Ronald Reagan. I paesi poveri si trovarono in mezzo ad una “tempesta perfetta” di cattive forze economiche e non poterono più far fronte ai loro debiti. Le istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, intervennero per acquistare i crediti dalle banche commerciali e offrirono bassi tassi di interesse per i paesi indebitati. In cambio del loro aiuto, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale chiesero drastici adeguamenti strutturali nelle economie dei paesi indebitati. Tali richieste alla fine divennero di fatto le regole in base alla quali l’economia globale di oggi si svolge.

La ricerca di CBE dimostra che la globalizzazione ha un doppio volto, e deve quindi essere valutata distintamente per acquisire conoscenze efficaci su di essa. I vantaggi economici della globalizzazione non sempre sembrano svilupparsi allo stesso ritmo della velocità di crescita di molti paesi in via di sviluppo o sottosviluppati. Quando questo accade la globalizzazione diventa anacronistica e forzata. Gli ambienti in cui si trovano queste condizioni non possono al momento giovarsi dei benefici della globalizzazione e tutti dovrebbero riconoscere il problema. Le nostre analisi hanno dimostrato che, in molti casi, la globalizzazione accelera processi che avrebbero impiegato un tempo tre volte superiore in condizioni normali. Ma questa accelerazione è possibile solo se le condizioni di base sono adeguate e sono abbastanza sviluppate per accettare l’ammodernamento, la tecnologia e le innovazioni, tutto in una sola volta o in un breve periodo di tempo.

CBE aiuta le aziende nella realizzazione di strategie globali che tengano conto delle differenze di cultura, del ciclo di sviluppo macro-economico e della legislazione delle diverse regioni del globo. La nostra practice di strategia può aiutare le aziende globali ad identificare i rischi strategici e definire il piano di mitigazione più appropriato.